Design Ingegno Cultura

Grazie al Ns. Cliente l’Avv. Norberto Ventolini, portiamo un poco  di Design Ingegno Cultura nel nostro territorio, e nel Web

Vista il sito www.slventolini.it

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Da grande voglio fare il Privacy Officer

http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2015/10/federprivacy-apre-22102015.php?uuid=87c2345a-78b3-11e5-829a-12df9128bc2c&DocRulesView=Libero

Privacy-officer-europe[1]

la mail di risposta per dire solamente “grazie”: è cortese, fa perdere tempo, inquina?

Oramai cancello e smisto più di 100 mail al giorno escludendo ovviamente le notifiche social; ieri a pranzo mi è sorto un dubbio, se nessuno inizia il cambiamento mai se ne avrà uno.

quindi dopo aver girato sulla rete per vedere chi già ne aveva trattato del problema dico la mia.

fonte

Io non risponderò più dicendo solamente “grazie”, mi asterrò dal farlo, e metterò la dicitura:

Rispetta l’ambiente. Non stampare questa mail se non è necessario – Non rispondere se non necessario 

cosi facendo ridurro solo per le mancate risposte circa 190 grammi di CO2, voi non riceverete il mio grazie, ma tutti saremmo ampliamente più felici.

PS avviamente risparmieremo 20 secondi di vita da dedicare ad altro

Come tutte le cose, dopo l’idea basta fare ogni giorno un piccolo passo verso di essa e diventerà realtà.

Come tutte le cose, dopo l’idea basta fare ogni giorno un piccolo passo verso di essa e diventerà realtà.

quindi da Giovedi 5 Febbraio 2015 si inizia, gli allievi over 40 ci sono, ed io ce la metterò tutta.

Grazie a chi ha condiviso questa mia idea.

corso-gratuito-over-40

Siti web italiani: riscontrate violazioni privacy per 24 milioni di euro in un solo mese

Nonostante le attività ispettive del Garante per fronteggiare le violazioni si svolgano costantemente sul territorio nazionale, il rispetto della privacy dei cittadini è una realtà ancora lontana in Italia, specialmente nel web, dove spesso agli utenti che desiderano accedere ai vari servizi online è richiesto di compilare dei form di contatto, fornendo le loro informazioni personali, senza però sapere come saranno in realtà utilizzati i propri dati.

E’ infatti un diritto dell’interessato, quello di ricevere un’idonea informativa sul trattamento dei dati personali per poter essere in grado di scegliere se prestare o meno il proprio consenso, e l’art. 161 del Dlgs 196/2003 punisce le infrazioni a tale prescrizione con sanzioni pesantissime che vanno dai 6.000 ai 36.000 euro, cifre che possono essere anche raddoppiate se tali violazioni coinvolgono numerosi interessati, come nel caso di siti internet accessibili al pubblico, o addirittura quadruplicate se il contravventore è un soggetto facoltoso.

Che non sempre vi sia la massima trasparenza quando si devono digitare i propri dati su internet, milioni di cittadini ne sono da tempo consapevoli, trovandosi poi bersagliati da continue mail pubblicitarie e telefonate promozionali da parte di soggetti terzi, ma a sentenziare che si tratti di un fenomeno dilagante è adesso lo studio condotto da Federprivacy:

Su 2.500 siti web di enti e imprese italiane, in 1.690 casi non è rispettato l’obbligo di informare l’interessato su come saranno trattati i suoi dati personali in violazione dell’art. 13 del Codice della Privacy, e in molti casi non è rispettata neppure la richiesta di consenso al trattamento dei dati di cui all’art.23. Nel 55% dei casi, a non dare idonea informativa all’interessato, sono piccole e medie imprese, mentre il 17% dei siti web che omettono di dare l’informativa svolgono attività in settori legati alla salute, e che quindi trattano dati sensibili, come ad esempio, ospedali, cliniche, laboratori di analisi, studi medici, dentisti, chirurghi, etc.

Significativo il fatto che nel 7% dei casi, a commettere tali violazioni siano aziende informatiche, come web agency o società di consulenza nel settori di internet, che spesso sviluppano esse stesse numerosi altri siti web per i loro clienti. Risulta inoltre che il 6% dei contravventori sono soggetti di condizioni economiche e dimensionali notevoli, come grandi aziende, multinazionali, enti pubblici, e anche personalità come artisti, politici ed altri vip.

L’ammontare delle violazioni rilevate nell’arco di un solo mese è stimata, codice alla mano, intorno ai 24 milioni di euro – spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi –  ma la portata del fenomeno è molto più estesa perchè i domini registrati presso il Registro.it del CNR sono ad oggi circa 2,5 milioni, e questo significa che il campione analizzato equivale ad appena un millesimo dei siti italiani. L’entità di queste infrazioni, che sono pure alla bella vista di tutti su internet, è quindi potenzialmente calcolabile in alcuni miliardi di Euro.

fonte

Una Banca per Indigeni Digitali

Oggi scorrendo la miriade di post su facebook del gruppo Indigeni Digitali mi sono imbattuto su un post che parlava della difficoltà di incassare crediti dalle Aziende o dagli enti, mi occupo spesso di economia all’interno di aziende e fondamentalmente oggi in italia ne esistono 2 tipi:

chi ha i soldi fermi in banca e dice – non paga nessuno perchè dovrei pagare io

chi non ha i soldi (in crisi/deve incassare) e dice – non paga nessuno perchè dovrei pagare io

Tutto questo blocco consente alle banche di approfittare  della situazione 3 volte:

a chi ha i soldi in banca paga un tasso basso (ce crisi)

a chi è in crisi presta denari su immobili a tassi altissimi (ce crisi)

a chi deve incassare presta i soldi su crediti a tassi medio alti (ce crisi)

direi di dare tutti insieme una sterzata.

NESSUNO CI VIETA DI BARATTARE SERVIZI

NESSUNO CI VIETA DI UTILIZZARE UNA MONETA DI SCAMBIO “L’INDIGENO”

NESSUNO CI VIETA DI CREARE UNA NS. BANCA

Le tante adorate Start-up entrano sempre in questo gioco calcolando i coefficienti di resa e facendosi prestare da tersi i fondi per gli investimenti.

Funzioni di una Banca [modifica]

La banca è un intermediario finanziario che esercita essenzialmente tre funzioni:

  1. la funzione di deposito: consiste dunque nella possibilità resa dalla banca ai singoli clienti privati di depositari i propri risparmi per motivi di praticità e con il vantaggio di un interesse da corrispondere a questi sotto forma di tasso di interesse passivo;
  2. la funzione creditizia: questa consiste nella tradizionale attività di erogazione dei prestiti (es. mutui), attraverso la quale avviene l’allocazione del risparmio inconsapevole dei depositanti verso quei soggetti richiedenti (privati o aziende) ritenuti meritevoli ovvero con opportune coperture finanziarie. La particolarità della banca, come intermediario necessario al finanziamento esterno degli operatori economici, sta nella possibilità della banca di acquisire informazioni a carattere riservato che permettono di ridurre quelle problematiche di finanziamento legati all’esistenza di asimmetrie informative che esistono nei mercati finanziari a informazione pubblica;
  3. la funzione monetaria: questa consiste nella creazione e nella circolazione dei mezzi di pagamento attraverso l’emissione di surrogati della moneta (moneta bancaria). A questa funzione è strettamente connessa quella svolta dalle banche nel sistema dei pagamenti, che consiste nel trasmettere in modo sicuro e veloce i mezzi di pagamento necessari a concludere le transazioni fra gli operatori economici.

Quindi perché non ci creiamo un ns. circuito economico!!!!

Cosa ne pensate.

Chi mi aiuta?

Perchè non faccio assistenza tecnica gratuita

Chi lavora in ambito informatico lo sa!!!

Amici, parenti, vicini di casa, passanti e animali domestici si rivolgono a noi pretendendo supporto tecnico in ogni momento della giornata: “il computer non va”, “mi scarichi il tal file?”.

Ecco alcuni buoni motivi per non fornire mai assistenza tecnica gratuita a chicchessìa (tranne la propria ragazza, lei ha il bonus speciale):

•Il giorno sul pianeta Terra è di 24 ore
Veniamo chiamati di notte, di giorno, durante il lavoro, quando siamo in bagno, al mare, in montagna… Ogni momento è buono per “aspetta che chiedo a X, lui di sicuro lo sa”

•Sei responsabile di qualunque cosa tu tocchi, per tutti i secoli dei secoli
Sistemare un qualunque minuscolo componente ti rende responsabile di qualunque evento, fortuito o no, possa capitare al computer su cui hai messo mano. Si fonde l’hard-disk di un pc sistemato anni fa? Arriva la telefonata: “oh, il computer non va, non è che hai toccato qualcosa quando hai sistemato il pezzo XYZ?”

•Ci si aspetta che tu conosca ogni applicazione mai creata dal genere umano
Saper usare un computer ti rende (agli occhi del tuo “cliente”) capace di qualsiasi cosa. Non importa che l’applicazione sia stata sviluppata ad hoc per il tuo amico da un team di drogati indiani. Tu devi per forza saperla usare. Alla perfezione. Pena sguardi alla “povero pirla, è così facile, DEVI per forza conoscerla”

•Non c’è limite alle richieste
Dalla pulizia del mouse al montaggio di centrali nucleari casalinghe… Beh, non c’è limite alle richieste. A casa mia ogni cosa che monti un chip (lavastoviglie, phon, videoregistratore) è di mia competenza

•I tuoi servigi e le tue competenze saranno sottovalutate
Lavori gratis, le tue competenze sono di basso profilo, tu sei di basso profilo. Chi invece prende 100 euro all’ora e fa le stesse cose che magari fai tu per i tuoi amici senza chiedere un euro viene visto come un semi-dio dagli stessi amici che poi aiuti nel tuo (poco) tempo libero

•Ci sono sempre costi nascosti
Non prendi soldi, ma di sicuro ne spendi. Senza scomodare la classica “il tempo è denaro” ci sono sempre dei costi nell’assistenza gratuita: telefonate, benzina per gli spostamenti…

•C’è chi sfrutterà le tue competenze per far soldi / migliorarsi / farti le scarpe
Capita a tutti. A volte fa rosicare. Di brutto.

Nonostante tutto noi informatici siamo un po’ così.

Una mano la diamo sempre, anche agli sconosciuti.

Sarà masochismo, sarà altruismo, sarà scemenza.

Quindi alla fine dell’intervento sarebbe gradioto:

un grazie (senza di te sarei un disoccupato)

un importo pari al valore di un pranzo alla mensa + i costi di trasporto

un bel messaggio su FB per narrare come “abbiamo” risolto

 

ps. scrivo ABBIAMO per farti rendere conto che senza di te non ci sarebbe stato il guasto